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Pop Is Dead

26 Giugno 2009

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Oh no, pop is dead, long live pop
It died an ugly death by back-catalogue
And now you know it gets you nowhere
And now you know, you realize

Oh no, pop is dead, it just gave up
We raised the dead but they won’t stand up
And radio has salmonella
And now you know you’re gonna die

He left this message for us

So what pop is dead, it’s no great loss
So many facelifts, his face flew off
The emperor really has no clothes on
And his skin is peeling off

Oh no, pop is dead, long live pop,
One final line of coke to jack him off
Jack him off

He left this message for us
He left this message for us

He’s dead, He’s dead, Pop is dead
He’s dead, He’s dead, Pop is dead
He’s dead, He’s dead, Pop is dead

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Il Protagonista

10 Aprile 2009

“No, non andrò all’insediamento: non sono andato a quello di Bush, e poi io sono un protagonista, non una comparsa…”

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FUNERALI SOLENNI ALLA SCUOLA DELLA GUARDIA DI FINANZA

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L’Italia pericolante

6 Aprile 2009

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In risposta al buon post del buon Wil:

Certo che però dalle immagini si vede come la quasi totalità degli edifici (anche quelli più recenti) siano fatti di cartone: colonnine di cemento armato ai quattro angoli e pareti in mattoni: è ovvio che poi un terremoto di media intensità rada al suolo mezza regione. La realtà è che questo è il Paese del giorno dopo, del pietoso pietismo (cristiano), delle povere vittime, del “restiamo uniti, aiutiamoci”, delle gare di solidarietà…

E la prevenzione? Dopo il ‘76 si è ricostruita -mettendola in sicurezza- una provincia, si è costituita la Protezione Civile e si sono fatte nuove regole (nazionali) per la costruzione di nuovi edifici (ma quanto sono state o quanto vengono rispettate?), ma si è fatto poco sugli edifici più vecchi, che in Italia sono la maggior parte: si pensi alla schifosa edilizia popolare degli anni ‘60, quegli enormi palazzi costruiti con criteri ben lontani da quelli oggi vigenti, se solo un condominio crollasse, un condominio di 5 piani e un paio di scale, 40 appartamenti con una famiglia ciascuno, una media di 4 persone per appartamento… se uno di questi crollasse si rischierebbero 160 morti in un colpo solo…

Ma la cosa più grave non è la cattiva o assente “manutenzione” (chiamiamo così l’adeguamento alle norme di sicurezza, anche strutturale e non solo dell’impianto elettrico: perché mantenete una casa non significa solo riparare un tubo o un tetto che perde o rifare la facciata che si è un poco scrostata) delle abitazioni private, ma del fatto che un terremoto di media intensità riesca a sbriciolare la Prefettura di un capoluogo di provincia, pardon, Palazzo del Governo, o -cosa che mi fa davvero andare fuori di testa- rendere INAGIBILE il 90% dell’OSPEDALE CIVILE, l’unica struttura che dovrebbe essere a prova di bomba, l’unica cosa che deve funzionare sempre e comunque a prescindere dell’emergenza, perché è necessaria in ogni emergenza. Per non parlare della Casa dello Studente dell’Aquila o delle Scuole (che crollano già di loro sulle teste degli studenti senza bisogno di alcun terremoto) che in genere vengono usate per ospitare gli sfollati e che invece vengono dichiarate inagibili loro stesse (ne hanno chiusa una a Roma per dei danni provocati dalla scossa all’Aquila…).

Ma adesso che tutto è stato raso al suolo ricostruiranno a norma (si spera almeno).

Essendo l’Italia un Paese non solo poco lungimirante, ma anche fortemente sismico il prossimo terremoto colpirà un’altra regione che potrà quindi essere rimessa a norma con la ricostruzione e via di questo passo tra un secolo avremo rimesso in sesto buona parte del territorio e potremo ricominciare daccapo, da Messina mi pare.

Chiedendo scusa per la lunghezza di questo commento (pare più un post) segnalo le migliori parole che ho sentito finora, le ha dette Mario Tozzi, geologo del CNR, quello che va in TV con la piccozza:

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Dissociamento

24 Marzo 2009

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Intermezzo: pagelline floreali

22 Febbraio 2009
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Categoria “Artisti”

  1. Afterhours – “Il Paese è reale” (8)
  2. Nicky Nicolai e Stefano Di Battista – “Più sole” (8)
  3. Francesco Renga – “L’uomo senza età” (7)
  4. Patty Pravo – “E io verrò un giorno là” (7-)
  5. Alexia e Mario Lavezzi – “Biancaneve” (6,5)
  6. Tricarico - ”Il bosco delle fragole” (6)
  7. Marco Masini - ”L’Italia” (6)
  8. Dolcenera - ”Il mio amore unico” (6)
  9. Iva Zanicchi – “Ti voglio senza amore” (5,5)
  10. Marco Carta – “La forza mia” (5)
  11. Gemelli Diversi – “Vivi per miracolo” (5)
  12. Pupo, Belli, Youssou N’Dour – “L’opportunità” (5)
  13. Fausto Leali – “Una piccola parte di te” (5)
  14. Sal Da Vinci – “Non riesco a farti innamorare” (4)
  15. Povia – “Luca era gay” (2)
  16. Al Bano – “L’amore è sempre amore” (1)

Premio della critica: testa a testa tra Afterhours (miglior testo), Nicky&Co (miglior arrangiamento) e Renga (miglior interpretazione), nel dubbio ai secondi. In generale Big molto al di sotto delle “Proposte”. 

Categoria “Proposte”

  1. Arisa – “Sincerità” (8,5)
  2. Malika Ayane – “Come foglie” (8+)
  3. Simona Molinari – “Egocentrica” (8)
  4. Karima – “Come in ogni ora” (8-)
  5. Silvia Aprile – “Un desiderio arriverà” (6,5)
  6. Barbara Gilbo – “Che ne sai di me” (6,5)
  7. Irene – “Spiove il sole”  (6)
  8. Iskra – “Quasi amore” (5)
  9. Chiara Canzian – “Prova a dire il mio nome” (5)
  10. Filippo Perbellini – “Cuore senza cuore”  (2)

Premio della critica: anche solo per il duetto jazzato con il grande Luttazzi (10) andrebbe dato ad Arisa. Essendo stata la competizione tra le proposte per 7/10 una competizione di qualità (!) le due classifiche si sovrappongono.

(Foto di Giant Ginkgo, pubblicata sotto una Licenza Creative Commons)